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Scritto da: D.D.

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U.S.A./G.B. 2009

Nel 2115 gli americani vogliono impadronirsi di un minerale molto costoso che giace a Pandora, un pianeta popolato da umanoidi in stretto contatto una natura che viene vissuta come fosse Dio, ma chiaramente questi aborigeni cercano di contrastare questa occupazione americana.

Film del regista del fortunatissimo e premiatissimo Titanic James Cameron che straccia ogni tipo di record nella cinematografia mondiale di tutti i tempi grazie ad effetti speciali semplicemente innovativi e fino a poco tempo fa inimmaginabili. Da sottolineare la regia assolutamente riuscita, grazie soprattutto a questi sensazionali effetti speciali, e il soggetto più che buono, mentre la sceneggiatura è da considerarsi pessima. Infatti nel film troviamo moralismi, buonismi e semplificazioni tipiche della sottocultura americana. I temi trattati (la superiorità e importanza della natura, la disapprovazione senza se della guerra, l’inutilità delle politiche colonialiste a fini di lucro, la venerazione del denaro come pilastro portante di una nazione, la vittoria dell’amore su tutto e tutti, l’abbattimento delle diversità e disabilità) sono abbozzati in maniera patetica e sviluppati ancora peggio, in modo che anche un bambino li potrebbe trovare senza la minima difficoltà.

Ma siamo sicuri che chiunque riesca a leggere queste semplificazioni, di per se stesse apprezzabili ed educative, dopo o durante un film che per 162 minuti spara immagini così incisive e forvianti? Da molti questo film è considerato un capolavoro assoluto ma, nonostante si debba ammetterne l’importanza epocale per essere così zeppo di innovativi effetti speciali, sono sicuro che tra 15 anni sarà superato da un altro colossal ancora più sconvolgente da un punto di vista visivo. Quindi si può parlare di capolavoro assoluto se a rivederlo in futuro non ci sembrerà più un capolavoro? Ci sono capolavori cinematografici che nonostante il tempo rimangono tali e ogni volta che li si rivede si resta sempre basiti davanti a queste vere e proprie opere d’arte. Quelle pellicole erano conclusive, nessuno avrebbe potuto farle meglio o trattare un argomento con maggiore incisività. Avatar invece verrà sorpassato perché basa la sua fortuna su innovazioni della tecnica. 2001 Odissea nello spazio (1968) è ritenuto ancora oggi un capolavoro perché, nonostante gli effetti speciali paragonabili ad Avatar per i tempi, il film affronta, tratta e sviscera diversi temi in modo impeccabile, come solo quel genio di Kubrick sapeva fare. Invece quelli affrontati qui sono stati tutti già trattati dal cinema e in molti casi decisamente meglio….

Film d’azione eccessivamente lungo, tendente al polpettone, nel quale tutte le situazioni si immaginavano prima (solo nell’epico finale non è apparso Rocky Balboa come mi sarei immaginato). Da segnalare l’assoluta irrilevanza delle interpretazioni degli attori. La visione in 3D non accresce eccessivamente la pellicola che nonostante tutto merita di essere “guardata”.