Vogliamo vivere

Scritto da: D.D.

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USA 1942

In una Varsavia del 1939, con i nazisti alle porte, una compagnia teatrale non riesce a rappresentare una commedia su Hitler causa censura e dovrà ripiegare sull'Amleto Shakespeariano. L'allestimento fatto gli verrà però utile per frenare l'avanzata nazista in Polonia.
Film prodotto e diretto da Ernst Lubitsch con una sceneggiatura tanto arzigogolata quanto ineccepibile di Edwin Justus Meyer. Capolavoro del regista dove si può vedere e apprezzare il famoso Lubitsch's touch. Il titolo originale di questa pellicola, decisamente migliore dalla banale traduzione italiana, è To Be or Not To Be. Commedia classica degli equivoci con punte grottesche dove l'ironia e il divertimento la fanno da padroni; il regista è uno dei pochi cineasti che può essere considerato un padre, maestro e re della commedia.
Le sequenze con il Colonnello Concentrane (pessima la traduzione italiana) sono scoppiettanti. All'interno di questo ottimo film troviamo una intelligente satira sul nazismo (da ricordare la data di uscita, 1942, per sottolineare che la critica a questa aberrante dittatura fu contemporanea e non posteriore) dove le SS sono ritratte come della macchiette invece che come lucidi e spietati assassini. Anche in questo film toviamo un pupillo del regista: il bravo caratterista Felix Bressart che dà il meglio di se stesso in una piccola parte ma di vitale importanza per la struttura narrativa del film.
La battuta fatta dire da un SS su un attore polacco che recita l'Amleto "tratta Shakespeare come noi trattiamo la Polonia" fu male interpretata e severamente criticata: ancora non era accettato ridere delle disgrazie e la satira non era ancora considerata come un' arma per sconfiggere i soprusi; l'esempio mirabile di Chaplin ne Il Grande Dittatore (1940) non fu capace appieno di sconfiggere questo tabù.