Rainbow - Live in Munich 1977

Scritto da: Alberto Calorosi

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Intro
Mentre getto i vestiti in giro per la stanza mi cade l’occhio su Live in Munich 1977 dei Rainbow, un DVD che ho lì da chissà quanto. In quell’istante mi sovviene che probabilmente si tratta del modo migliore per trascorrere questa inutile serata.
Per un fanatico di Deep purple e Black sabbath come il sottoscritto i Rainbow rappresentano una preziosa anomalia. Inutile descriverli: chi li conosce li conosce. Chi non li ha mai sentiti nominare… beh, sicuro che su MTV non passano. Credo di poter affermare senza tema di smentite che i Rainbow sono di gran lunga la band più ‘out’ del pianeta.
Il DVD è la registrazione integrale del concerto tenuto dalla band il 20 ottobre del '77, nel quintetto formato dal trio Blackmore / Dio / Powell rintuzzato da Bob Daisley al basso e David Stone alle tastiere. Cronologicamente posizionabile tra il secondo album Rising (1976) e il terzo Long live rock n’ roll (1978) questo concerto ricalca nella scaletta abbastanza da vicino il live On stage (1977) uscito su doppio vinile soltanto una manciata di mesi prima. Entrambi curiosamente incentrati sul primo album Ritchie Blackmore’s Rainbow (1975).
Per un fan come il sottoscritto i Rainbow dal vivo sono grandiosi, irraggiungibili, impareggiabili. Per un profano, insopportabili.
Insopportabili gli atteggiamenti vanesi di Ronnie James Dio (al secolo Ronaldo Padovano, naturalmnte di origine italiana), i suoi vocalismi ‘a tutti i costi’ (la Deep-purple-iana Mistreated che diventa epicheggiante con le buone o con le cattive, ma anche qualche gargarismo di troppo in Catch the rainbow); insopportabili i continui siparietti chitarristici di Blackmore in apertura, in chiusura e talvolta a centro canzone, talvolta congrui (Still I’m sad) ma spesso fini a se stessi (l’eterna intro di Sixteenth century greensleeves); insopportabile, infine, l’aura di continuo autocompiacimento di cui la band pare circondarsi nota dopo nota.


Il concerto
Niente montaggio serratissimo microfono-tette-chiappe stile MTV, niente effettacci, siparietti, pubblico che salta, promo di qualunque natura ed entità. Semplicemente un concerto con una band sul palco che suona. Meno male.
Una Mistreated à-la Rainbow a tratti sorprendente, eppure priva di quelle pennellate sado-blues che solo una manciata d’anni prima sapeva donarle il buon (neanchepoitanto)vecchio David Coverdale.
Catch the rainbow: una canzone talmente meravigliosa e perfetta su album che dal vivo andrebbe soltanto fotocopiata; eppure i cinque si ostinano ad eseguirla (qui come in On stage) come se fosse la loro Child in time. Il brano ne risulta sfrangiato, sminuzzato, triturato ed infine imbevuto di due assoli peraltro vertiginosi di Blackmore.
Man on the silver mountain, a detta di alcuni capostipite dell’intero genere epic-metal, viene qui presentata in una versione leggermente velocizzata. Oppostamente a quanto accade per Mistreated i toni solenni sono appena smorzati, in favore di un hard-rock un po’ più americano – preludio di una svolta stilistica imminente, concretizzata nell’era post-Dio.
Energia, coinvolgimento e dietro le quinte una tecnica invidiabile: i brani più corti finiscono per essere i più convincenti. Kill the king e Long live rock n’ roll dall’allora inedito Long live rock n’ roll, Sixteenth century greensleeves, il bis Do you close your eyes?, l’unico brano di Rising, che si chiude con la miglior sfuriata Blackmoriana della serata (ma c’è proprio bisogno, nel 1977, di sfasciare ancora chitarre?).
Tutto quanto detto sopra ed anche qualcosa in più è sintetizzato nel pot-pourri Still I’m sad. Semplicemente venticinque minuti di quintessenza-Rainbow.
Per la cronaca il DVD include anche i tre videoclip Long live rock n’ roll, Gates of Babylon e L.A. connection, brani tratti dall’album Long live rock n’ roll, alcune interviste e un certo numero di fotografie dell’epoca.

E poi?
Scioltisi ufficialmente nel 1986, anno in cui esce la solita antologia di ritagli (l’ultimo insipido album risale al 1983), dopo una fugace reunion (album + tour) 1995 con una formazione completamente rinnovata (tranne ovviamente Blackmore) più nessuna notizia. Da una decina d’anni Blackmore, a sessant’anni suonati, circola per le sagre paesane di tutt’Europa conciato da paggio a suonare musichette rinascimentali assieme alla sua compagna Candice Night. L’ultimo album dei Blackmore’s night è disgraziatamente in testa alle classifiche new age di tutto il mondo e il duo approderà presto in Italia per una serie di concerti. A vostro rischio.
Nella speciale classifica delle donne più nocive della storia del rock Candice Night è buona seconda, subito dietro a Yoko Ono e davanti a Courtney Love.
Ronnie James Dio fuoriesce dai Rainbow nel 1978 per unirsi ai Black sabbath di Tony Iommi e Geezer Butler un paio d’anni più tardi. La missione di far dimenticare Ozzy Osbourne si compie tra il 1980 e il 1982 con la realizzazione di tre album (due in studio e un live) uno più ispirato dell’altro. Dal 1984 una lunga carriera solista iniziata con quell’Holy diver che in tanti considerano il suo capolavoro. Nel 1992 una reunion coi Black sabbath (album + tour). Nel 1999 in tour con Deep purple e orchestra verrà fischiato mentre duetta con Ian Gillan in Smoke on the water. Nel giugno 2007 Iommi / Butler / Dio / Appice si esibiranno come headliner al Gods of metal 2007 con il nome di Heaven and hell. Io sarò là.

Tracklist
Kill the king
Mistreated
Sixteenth century greensleeves
Catch the rainbow
Long live rock n’ roll
Man on the silver mountain
Still I’m sad
Do you close your eyes?

Band
Ritchie Blackmore (chitarra)
Ronnie James Dio (voce)
Cozy Powell (batteria)
Bob Daisley (basso)
David Stone (tastiere)