La vita è meravigliosa

Scritto da: D.D.

Questo utente ha pubblicato 302 articoli.

USA 194

Favola dei buoni sentimenti nella quale un uomo molto buono e disponibile verso il prossimo viene messo alla prova dalla sventura, e grazie ad aiuti esterni (un angelo sceso sulla terra) riuscirà a cavarsela. Il film si apre con un bel dialogo tra Dio e S. Giuseppe; questo incipit ci preannuncia quale sarà il filone del film.

E' lo specchio di un' America che è appena uscita vincitrice dalla guerra; realizzato per far sognare lo spettatore. Politicamente corretto per il periodo: tutti i negri ricoprono ruoli e lavori molto umili come la governante e il facchino alla stazione ferroviaria. In alcune scene ricorda lo zavattiniano Miracolo a Milano di De Sica, non riuscendo però a raggiungerne la poesia e dare quell'alone di magia. Meraviglioso il "dialogo tra cappelli" all'ingresso del "nido d'amore". Molto azzeccati i particolari come il pomello della scala di casa non fissato che esplica gli umori del protagonista (uno Stewart di una bravura assoluta a tutto tondo) e i due polli sul camino nel "nido d'amore" dove un giradischi è usato come girarrosto.

Classico film americano perfetto da un punto di vista prettamente tecnico, ma con una troppo marcata distinzione tra il bene e il male, tra il buono e il cattivo, tra il giusto e lo sbagliato che lo rende troppo facile, troppo banale. Film natalizio per eccellenza, nel quale il protagonista con principi morali ed etici molto spiccati riesce a risolvere le proprie sventure grazie all'aiuto divino: viene centrato completamente il significato del Natale, per cui comportarsi bene prima o poi paga. Favola natalizia dickensiana dove un angelo fa rinsavire il "giusto" uomo facendogli vedere quanto sarebbe stata più negativa la vita della sua cittadina se lui non fosse mai nato. Film molto bello nel complesso, anche se un po' datato per la cinematografia contemporanea. Finale da copione, da "volemose bbene", condito con abbondante melassa. Il regista Capra è molto puntuale nella regia e nella sceneggiatura, anche se non riesce a trovare il capolavoro come con Arsenico e vecchi merletti.

Da segnalare che la voce fuori campo è quella di Dio.