La parte difficile (Oreste del Buono)

Scritto da: D.D.

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1947


Incipit: “Riuscii a tornare a casa nell’aprile 1945 prima che la guerra finisse. In dicembre avevo avuto l’itterizia e non so cosa altro, mi avevano dovuto mandare all’ospedale. Non mi ero più rimesso, non riuscivo a mangiare neppure il poco che ci davano. Ero già debole e, digiunando, mi ridussi proprio male. Così un giorno mi mandarono a fare una visita di controllo. Allora la guerra era già definitivamente perduta per i tedeschi.”.

Ulisse, un giovane recluso in prigionia durante la Seconda Guerra Mondiale, ritorna a casa dai genitori a Milano. La sua vita sarà più agra che nel periodo di reclusione, anzi si trasformerà in una vera tragedia interiore. Primo romanzo relativamente lungo dell’insigne giornalista/scrittore che prima di questo aveva pubblicato solo un breve scritto narrativo dal titolo Racconto d’inverno. A tratti, soprattutto nella prima parte, la narrazione ricorda la poetica neorealista. Racconto che non può definirsi autobiografico, ma certamente la vita personale di del Buono ha influenzato queste belle pagine.

Le miserie dell’Italia durante la guerra fanno da cornice, non marginale, a questo dramma dell’anima del giovane protagonista che è stato tragicamente ed inesorabilmente segnato dal periodo e dalle disavventure belliche. Nonostante la guerra sia finita si è impossessata dell’animo di Ulisse: la prigionia fisica è finita ma quella interiore, forse più soffocante, è solamente iniziata e sembra non far intravedere la fine; per stare alle parole di Ulisse: “Una prigione che ero riuscito a fabbricarmi io e che, forse, era stata sempre intorno a me dalla nascita”. Quanto a disperazione, incapacità sociale e per essere senza scampo e via d’uscita oltre che in balia degli eventi, il giovane protagonista ricorda Meursault, il protagonista del capolavoro di Camus Lo straniero.