La sorpresa (Manlio Cancogni)

Scritto da: D.D.

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1991

Incipit: “Fra le varie cose che occupavano la bancarella, in gradevole disordine nella luce chiara di un mezzogiorno, riconobbi subito la mia vecchia logora serviette di pelle scura, granulosa, con chiusura lampo, gonfia di fogli, taccuini, quaderni. L’avevo smarrita una trentina d’anni fa. E non direi proprio smarrita. Era probabilmente rimasta nella casa dove abitavamo allora, una delle tante della nostra vita randagia: basti dire che in ognuna non restavamo mai più di due anni”.

Raccolta di raccontini pubblicata dalla casa editrice Scheiwiller che purtroppo è difficile, ma ancora non impossibile, da reperire. I raccontini parlano: del ritrovamento da parte del protagonista su una bancarella di una sua borsa contenente oggetti personali data per persa 30 anni prima; di “una straordinaria avventura” di un uomo su un taxi a Mosca; di un giovanissimo ufficiale di compagnia al fronte con preoccupazioni di carattere morale; dei tre capisaldi della repubblica francese: liberté, egalité e fraternité; dei passeggeri di un autobus marittimo che è paragonato a una navicella spaziale; dell’amore di un uomo per l’amata con sorpresa finale che fa cambiare la chiave di lettura di tutto il racconto; di una bimbetta che vuole scalare un muro di roccia molto arduo.

Alcuni dei protagonisti di queste storie brevi, forse disillusi dal proprio mondo, sognano ad occhi aperti una effimera ma appagante realtà che purtroppo non esiste o per lo meno esiste solo per loro. In questo breve e agile libro che si legge piacevolmente Cancogni vuole spiegare al lettore le svariate facce che può avere una verità utilizzando sovente l’escamotage di dare il nome, non tanto sibillino, di Vero al protagonista di questi e altri racconti. Lo scrittore bolognese, autore del capolavoro giovanile Azorin e Mirò, riesce a toccare con lineare semplicità i piccoli sentimenti umani.