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Scritto da: MAT2020

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Usciva il 15 aprile 1975 "Banco", pubblicato dalla Manticore, casa discografica di E.L.&P.

L'etichetta inglese, d'accordo con la band, decide di registrare nuove versioni di alcuni brani, con i testi tradotti da Marva Jan Marrow, per lanciarli sul mercato internazionale.
L'album contiene due inediti, "Chorale (From Traccia Theme's)" - che riprende in maniera sinfonica alcune note di Traccia II, arricchita da suntuose oscillazioni del moog - e  “L'albero del Pane”, scritta per il "mai" realizzato musical su San Francesco, che fa rivivere un antico canto gregoriano, una maestosa melodia vocale, impreziosita da giochi tastieristici e dal basso di Renato D'Angelo.....
I brani sono stati registrati in quattro studi differenti, Advision, Air, Scorpion a Londra, e Chantalian di Roma
Per i ricercatori di chicche, la Manticore in quel periodo distribuì alla stampa, un cofanetto promozionale contenente: Banco del Mutuo Soccorso, Darwin!, Io sono nato libero, e il test pressing di Banco (IV). Il test-pressing presenta label e copertina bianca, ed è arricchito da fogli di presentazione in lingua inglese, due foto in bianco e nero del gruppo, e cartoncini con crediti... buona caccia!
Wazza
 
 
 


 Come nacque la copertina…

 
Arrivarono da me i componenti di questo nuovo gruppo che Sandro Colombini produceva per la Ricordi. Romani, di grande simpatia, avevano nei fratelli Nocenzi la forza musicale, mentre in Francesco Di Giacomo la voce e l’immagine; in effetti la forza di questo gruppo si contrapponeva alla PFM proprio in questi due aspetti, mentre nel Banco c’era una figura carismatica, nella Premiata no. Feci una grande quantità di foto, ma alla fine della giornata non ero contento, avevo del materiale banale senza nerbo. La sera dopo cena decisi di andare con Vanda al cinema sotto casa, non ricordo che pellicola ci fosse, ero distratto e sottosopra nei miei pensieri, cercavo una soluzione un qualche cosa che mi soddisfacesse. Poi non so cosa successe, ma prima che terminasse la proiezioni convinsi mia moglie che dovevamo andare. Salimmo in studio, era già passata la mezzanotte, telefonai alla pensione dove erano alloggiati i componenti del Banco, alcuni stavano già dormendo, mi feci passare Francesco e gli dissi di prepararsi perché sarei passato a prenderlo e nonostante l’ora e la proposta, non ci fu titubanza da parte sua. Fortunatamente Vanda si era fatta imprestare la mattina prima la macchina, una NSU Prinz dalla sorella. Arrivammo in corso Buenos Aires alla pensione Colombo che già Francesco era sul portone ad aspettarci. Allora il suo volume era considerevole e la macchina era una super utilitaria, farlo salire fu unimpresa, poi per non farci mancare nulla incominciò a nevicare rendendo le strade sdrucciolevoli. Una volta in studio posizionai una colonnina al centro dell’inquadratura ci misi sopra lo stivaletto che avevo comprato anni prima a Londra, era il famoso modello usato dai Beatles, poi chiesi con un certo imbarazzo a Francesco di spogliarsi nudo, sorprendendomi non fece una piega, gli detti un martello gli infilai in testa un cappello e gli cacciai sul naso i miei occhiali, il resto lo fece lui. Era straordinario un grande attore non a caso Federico Fellini lo volle in "Roma" e "Prova dorchestra". Terminammo all’alba con Milano sommersa nella neve. Ero veramente soddisfatto. Quelle foto divennero il poster del gruppo e furono usate per la loro prima copertina, il salvadanaio e per la copertina inglese.