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Una recensione, un live report,
una tua trasmissione
Scritto da: Vanoli

Questo utente ha pubblicato 478 articoli.

Col senno di poi mi viene una sorta di “nostalgia” nel pensare che ci “scannavamo” a commentare questo o quell’altro, prendendo posizioni come fossero le cose più importanti in quel momento. Già, perchè da lì a poco saremmo stati travolti dalla pandemia che ad oggi ha letteralmente stravolto le nostre esistenze. E noi del tutto ignari nemmeno un anno fa ci guardavamo da consuetudine il Festival, con tanto di discussioni, anche frivole volendo, annesse e connesse. Per questo tornare a parlare di gara, di cantanti, di polemiche (perchè no?), pare un voler tornare a richiamare a gran voce la nostra normalità, anche se sappiamo benissimo che non è così e che con questo maledetto virus ci dovremo fare i conti ancora per un bel po’.

Tuttavia, Amadeus e la Rai si sono battuti per poter garantire una trasmissione che, volente o nolente, è parte integrante della nostra cultura e che prevarica spesso i confini musicali, animando anche il dibattito e quelle contestazioni che in fondo sono il sale di ogni competizione. E da tanti anni ormai non si assisteva a un cast così corposo, addirittura formato come scritto in apertura da 26 artisti, ognuno con una propria storia.

 

Un cartellone assai vario, si può dire con estrema consapevolezza, e che unisce sulla carta universi musicali molto differenti tra loro, ma pronti ad avvicinarsi in maniera strettissima almeno nei giorni dedicati alla gara.

Di seguito ecco un mio giudizio sommario, o meglio un commento a caldo, ovviamente riferendomi ai singoli nomi, giacchè le canzoni (che poi saranno le uniche a contare per me!) ovviamente non ho ancora avuto modo di ascoltarle.

  • FRANCESCO RENGA ormai un veterano del Festival, con il curriculum arricchito dalla splendida vittoria nel 2005 con l’ottimo brano “Angelo”, torna con buoni propositi dopo la prova un po’ opaca del 2019, nonostante avesse con se’ un ottimo pool di autori. Più che in veste di “giudice” nei tanti talent che lo hanno visto coinvolto, preferisco decisamente ancora (nonostante la veste super pop) sentirlo cantare.
  • COMA_COSE il loro è uno di quei nomi che mi stuzzicano molto. Protagonisti di un’ascesa imperiosa nell’ambito indie, potrebbero stupire anche su questo prestigioso palco dove mi auspico portino un brano nel loro stile così riconoscibile.
  • GAIA emersa durante il lockdown con la vittoria nell’ultima edizione di “Amici” non ha molto beneficiato di quell’exploit proprio perchè di occasioni poi di vederla cantare e promuovere il suo album ve ne sono state giocoforza pochine. Tuttavia, è riuscita a imporsi con un singolo in heavy rotation, sulla falsariga delle produzioni pop attuali (anche se personalmente la trovo un po’ troppo simile nel canto ad Annalisa, tra l’altro anch’essa in gara quest’anno)
  • IRAMA a proposito di “Amici” qui si parla di uno sicuramente più esperto, nonostante la giovanissima età, e che dalla sua può già sparare diverse cartucce, perchè lui al di là di un apparato musicale contemporaneo e ormai mischiato alle sonorità latine e reggaeton, nel suo background può vantare un’appartenenza con la musica d’autore testimoniata in fondo anche dalle sue primissime apparizioni (da molti ormai dimenticate) proprio su questo palco tra le “Nuove Proposte”. Tra i “Big” è invece alla sua seconda partecipazione dopo la bella prova nel 2019.
  • FULMINACCI vincitore lo scorso anno della prestigiosa Targa Tenco per il miglior album d’esordio, si ritrova su quello stesso palco, stavolta al cospetto di una kermesse molto diversa ma che è riuscita nel corso della sua storia a premiare anche il talento e lo stile d’autore. Nel suo caso comunque convive con un animo da cantautore anche un’attinenza al mondo indie pop, che potrebbe sdoganarlo definitivamente anche nel mondo dei giovanissimi.
  • MADAME una scelta coraggiosa quella di Amadeus e della commissione di puntare su questa giovanissima rapper originaria della provincia di Vicenza. Eppure Francesca Calearo (questo il suo vero nome) che tra meno di un mese compirà 19 anni, può vantare una capacità di scrittura invidiabile e un magnetismo che di certo non passerà inosservato nemmeno in un contesto che non è solita frequentare.
  • WILLIE PEYOTE chiamarlo “semplicemente” rapper stride un po’, perchè Guglielmo Bruno alias Willie Peyote è molto di più e lo ha già dimostrato in una carriera che sta procedendo a vele spiegate, in cui disimpegno e impegno viaggiano spesso a braccetto. Tra l’altro è uno di quei casi in cui il pubblico e certa critica specializzata sono concordi nel riconoscergli un indubbio valore.
  • ORIETTA BERTI da sola deve rappresentare la quota “classic” in gara quest’anno, ma di certo saprà assolvere il compito senza nessuna esitazione. Un gradito ritorno il suo, sulla falsariga di quello della Pavone nella scorsa edizione. Probabilmente lei opterà per un brano di stampo “sanremese” ma in ogni caso sono sicuro che a livello puramente vocale non sarà seconda a nessuno degli interpreti più giovani in gara.
  • ERMAL META torna in solitaria dopo l’escursione in coppia con Fabrizio Moro che gli era valsa la vittoria nel 2018. Un nome, una garanzia, non soltanto su questo palco, visto che sia come ricercato autore che come cantautore (pop) sta lasciando un’impronta tangibile sulla scena italiana dell’ultimo decennio.
  • FASMA a febbraio era in gara tra le “Nuove Proposte” e, pur non vincendo (a giungere primo fu il figlio d’arte Leo Gassman), riuscì lo stesso a farsi notare con un brano arioso e godibile. Il 2021 sarà un bel banco di prova per certificarne la crescita artistica.
  • ARISA su questo palco è artisticamente nata, sbaragliando subito una forte concorrenza tra le “Nuove Proposte” nel 2009, e si è saputa imporre anche in seguito con una vittoria tra i “Big” nel 2014 e altre felici partecipazioni. Insomma, Sanremo è un po’ l’habitat naturale di quest’artista indubbiamente talentuosa e in possesso di una voce cristallina, che al contrario fuori da qui fatica a mantenere un percorso coerente e conforme alle sue potenzialità.
  • GIO EVAN ammetto di conoscerlo più sotto altre vesti, di scrittore e narratore, laddove invece musicalmente si muove in ambiti trap melodici e non particolarmente originali. Curioso di vederlo all’opera, mi aspetto se non altro dal punto di vista autoriale un brano a effetto.
  • MANESKIN eccoli qui pronti a misurarsi sul palco del Festival di Sanremo, dopo la sbornia di “X Factor” e il conseguente fragoroso successo. Hanno da poco terminato la scuola dell’obbligo eppure Damiano e compagni sembrano “fuori dal tempo”, non solo per un look debitore degli anni settanta, ma anche per la scelta musicale che sembra premiare certo rock. La speranza è che proseguano su questa strada senza snaturarsi troppo.
  • MALIKA AYANE raffinata interprete esplosa come Arisa a Sanremo nella stessa edizione tra le “Nuove Proposte” (era il 2009), l’abbiamo poi ritrovata da queste parti altre volte, sempre all’insegna di un pop d’alta classe. Che sia la volta buona per prendersi completamente la scena, issandosi sul posto più alto del podio?
  • AIELLO cosentino, trentacinquenne, si è guadagnato un posto fra i “Big” grazie a una crescita costante e a una proposta che sa sposare bene tradizione (fatta di melodia e bel canto) e contemporaneità (nella scelta del linguaggio e dei suoni). Meno reclamizzato rispetto ad altri corrispettivi della nuova ondata indie-pop, al numero di visualizzazioni (comunque assolutamente rispettabili) vuole anteporre la sostanza.
  • MAX GAZZE’ E LA TRIFLUOPERAZINA MONSTERY BAND a conti fatti, come mi faceva notare l’esperto Luca Valerio, anche lui può a ben diritto rientrare nella categoria dei “classici” sanremesi, ma sarà che la sua proposta musicale è sempre fresca, rinnovata e spesso fuori dagli schemi, insomma… non lo sento certo “vecchio”! E dal nome della band da cui si farà accompagnare direi che di sorprese sarà in grado di regalarcene ancora, dopo tante partecipazioni disseminate qui sin dagli anni novanta.
  • GHEMON nel 2019 presentò “Rose viola”, un brano dai toni soul che ha saputo crescere con gli ascolti, tanto che ora mi aspetto sin dall’inizio una canzone “forte” da parte sua, alla luce della maggiore esperienza acquisita. Qualcosa probabilmente cambierà (intanto lo ha fatto con i capelli, perdonate la battuta!) come già successo, sempre con criterio, nel corso della sua carriera ma penso che ci trasmetterà nuovamente delle emozioni.
  • LA RAPPRESENTANTE DI LISTA bello vedere in gara a Sanremo un gruppo che seguo dai suoi esordi e che sul campo si è guadagnato consensi e credibilità, forte di un sound energico e personale e di una voce intensa, viscerale, direi unica. Già nella scorsa edizione colpirono nella serata dei duetti, quando accompagnarono Rancore in una fantastica versione di “Luce (tramonti a nord est)”, il brano di Elisa vincitore nell’ormai lontano 2001: ora proveranno a conquistare tutti con la propria canzone.
  • NOEMI sono diverse anche le partecipazione in gara della rossa cantante romana che qui a Sanremo ha sperimentato le diverse forme della musica leggera italiana, rinverdendola di colori differenti e vividi. Il tutto sempre con performance vocali sopra la media, viste le sue notevoli qualità da interprete.
  • RANDOM è il suo il nome a sorpresa estratto dal cilindro del “mago” Amadeus per la nuova edizione del Festival. Pur non essendo io un frequentatore della galassia trap, credo ci fossero degli esponenti più indicati a rappresentare quella copiosa quota. Ma magari ci presenta il pezzo più bello della competizione e mi zittisce subito: alla fine contano sempre le canzoni e occorre mettere al bando ogni tipo di pregiudizio.
  • COLASPESCE DIMARTINO sono felicissimo di vedere in gara due tra i più interessanti nuovi cantautori della generazione “under 40”: li conosco bene entrambi, ne ho ascoltato i dischi e in particolare su Antonio Di Martino, che sento più affine alle mie corde, ho sempre “scommesso” sperando di vederlo tagliare ottimi traguardi. E’ indubbio che l’aver pubblicato un disco in coppia abbia giovato a tutti e due, dando loro la giusta visibilità e rilevanza. Faccio outing dicendo che saranno tra coloro per cui farò il tifo!
  • ANNALISA la bella cantante ligure a mio avviso avrebbe le carte in regola per vincere a Sanremo, qualora si decidesse a portare un pezzo davvero “forte”. Invece mi pare che negli ultimi anni, nella ricerca sfrenata della hit a tutti i costi (sempre parere personale) stia perdendo le proprie peculiarità, offuscando quelle indubbie qualità che l’avevano fatta emergere con estrema facilità (e meritatamente) dopo la felice esperienza di “Amici”.
  • BUGO ammetto che vedere il suo nome in cartellone mi ha fatto molto piacere, dopo l’ingiustizia subita l’anno scorso (non certo a causa sua). Torna sul luogo del “delitto” più temprato rispetto a dodici mesi prima, e con alle spalle un album particolarmente riuscito che non ha goduto purtroppo di molta fortuna (mettiamoci pure la situazione contingente legata al covid che di certo ha penalizzato tutto il settore). Cristian Bugatti si gioca una bella fetta di (onorata) carriera e sono sicuro che porterà in gara un brano significativo.
  • LO STATO SOCIALE non mi aspettavo di vedere nuovamente i ragazzi bolognesi all’Ariston ma in fondo ci può stare: nel 2018 la band sfiorò il colpo grosso giungendo seconda con l’irresistibile “Una vita in vacanza” e, per quanto sia risaputo come confermarsi a certi livelli è sempre più difficile, non è detto che i Nostri non vogliano alzare di un altro po’ l’asticella.
  • EXTRALISCIO FEAT. DAVIDE TOFFOLO DEI TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI il nome che più di tutti mi stuzzica la fantasia e la curiosità è quello di questo gruppo, davvero “alternativo” ai canoni del Festival di Sanremo. A maggior ragione se accompagnarlo ci sarà il mitico Davide Toffolo (che sognavo di vedere qui con i Tre Allegri Ragazzi Morti, ma tant’è, l’importante è scoprire come saprà imprimere la sua personalità), ecco che l’attesa diventa trepidante. Ci sarà da divertirsi.
  • FRANCESCA MICHIELIN E FEDEZ sul filo di lana Amadeus annuncia gli ultimi partecipanti in gara, finendo come si suol dire col botto. Insieme i due, amatissimi da una grossa fetta di pubblico, hanno già fatto faville collaborando in un paio di singoli di grande successo. Quale occasione migliore quindi per confermare la bontà dell’operazione? Dovessi spendere due spiccioli sulla vittoria finale, lo farei per questa coppia così musicalmente ben assortita.

Detto della gara dei “Big”, che molto probabilmente finirà per monopolizzare l’attenzione dei più, è giusto spendere qualche riga anche per i giovani in gara, le cosiddette “Nuove Proposte”, che un po’ abbiamo imparato a conoscere grazie alla maratona del giovedì in seconda serata sempre condotta da Amadeus, sorta di factotum delle fortune del Festival da un anno a questa parte.

Di mio conoscevo già Avincola (che al secondo tentativo, dopo l’esclusione a mio avviso ingiusta dell’edizione scorsa, è riuscito a entrare nel roster dei concorrenti per il 2021) e Wrongonyou: felice per entrambi, anche se di quest’ultimo mi sono ritrovato ad apprezzare di più altri brani rispetto a quello presentato nelle selezioni e che col quale gareggerà fra un paio di mesi all’Ariston.

Degli altri artisti selezionati al termine della trasmissione “Ama Sanremo” (cui si sono aggiunti Elena Faggi e i gemelli Dellai, vincitori di “Area Sanremo”), a comporre la griglia degli otto concorrenti che si contenderanno la vittoria nella categoria, mi hanno colpito in particolare Gaudiano e Davide Shorty. Completano il cast Folcast e Greta Zuccoli.

Un grosso in bocca al lupo a tutti loro, sappiamo bene quanto una affermazione tra le Nuove Proposte possa rappresentare un viatico per una carriera ricca di soddisfazioni.